SECONDA PARTE
Una storia di formazione aziendale e alberghi


Aveva infatti materiali per definire le varie parti del piano quali:
1. l’obiettivo strategico di introdurre in azienda la capacità realizzativa, cioè il saper trasformare giusti obiettivi in concreti risultati attraverso validi processi gestionali;
2. la finalità dello sviluppo professionale per la crescita di una competenza più globale composta da conoscenza, capacità, comprensione, carattere, coraggio, concretezza e consapevolezza, secondo il modello delle 7C che gli aveva illustrato il Professore;
3. i contenuti formativi della Qualità e dell’Eccellenza di Intercom, per creare un’organizzazione “stakeholders driven” centrata sulla creazione di valore, sul miglioramento continuo, la gestione per priorità e processi, la pianificazione imprenditoriale e su un management innovativo ed autorevole;
4. il processo formativo da condividere con un primo gruppo di collaboratori, per farli diventare docenti interni in grado di trasmettere insieme conoscenze ed esperienze con una valida metodologia professionale, in quanto cosa fare e come farlo sono parimenti importanti nella Qualità Totale;
5. l’organizzazione logistica con la proposta della “scuola Intercom” da svolgere in forma residenziale nei contesti strutturali e ambientali atti a favorire la concentrazione sull’apprendimento, a creare la comunità di apprendimento utile poi anche in azienda; il tutto con un clima rilassato e ludico.
Accompagnato dalla segretaria, che distribuì le copie del Piano di Formazione ai componenti del Comitato di Direzione di Intercom, Marco Santini entrò nella sala riunioni e preparò i collegamenti con il suo computer portatile per usare gli schemi come supporto alla presentazione.
Grazie al consiglio del Professore di “combattere dopo aver vinto” aveva curato tutti gli aspetti della presentazione, che si rivelò molto convincente in quanto il suo Piano di Formazione Intercom fu approvato all’unanimità.
L’Amministratore Delegato si complimentò con lui e gli chiese di passare nel suo ufficio al pomeriggio.
Nell’incontro a due l’Amministratore Delegato gli disse che aveva apprezzato il processo di elaborazione del Piano di Formazione e l’ottima presentazione che ne era seguita.
Con l’impressione di forza tranquilla che sapeva dare ai suoi collaboratori aggiunse che ora la Qualità dimostrata nella progettazione doveva trovare un seguito nella realizzazione delle attività, e di ciò ne era convinto.
Marco Santini si sentì incoraggiato e pensò che era una fortuna avere come capo un personaggio come l’Amministratore Delegato, che per alcuni aspetti assomigliava al Professore.
Alla sera giunse a casa appena in tempo per cambiarsi, dare un veloce bacio ad Alessandra e uscire vestito da giocatore di calcetto.
Non aveva perso infatti l’abitudine, anche da sposato, di trovarsi con gli amici una volta alla settimana per giocare.
Ormai erano tutti impegnati nel lavoro e giocare serviva anche per scaricare lo stress.
Alessandra non ostacolava certo questa attività sportiva di Marco, poiché lo rilassava e magari lo faceva stare in forma. La passione per la cucina e, come capita spesso, il matrimonio gli stavano regalando qualche chilo in più, che era meglio tener sotto controllo, come ripeteva scherzosamente lei.
Passarono otto mesi.
Un breve applauso e sguardi di approvazione accolsero Marco Santini al suo ingresso nella sala riunioni.
Il Comitato di Direzione aveva finito di valutare il report sul ciclo dei venti corsi per la Qualità e l’Eccellenza Aziendale di Intercom, a cui avevano partecipato circa trecento quadri aziendali.
I risultati erano stati lusinghieri e, come accadeva in questi casi, il top management esprimeva con calore la sua approvazione. Era una modalità che aveva introdotto l’Amministratore Delegato per sottolineare l’impegno del Comitato di Direzione come “hot group” di esempio per tutta l’azienda.
Marco Santini ricevette la sua parte di gloria aziendale ed estremamente soddisfatto ritornò al suo ufficio. Chiamò la segretaria e i più stretti collaboratori dicendo che il successo del Piano di Formazione era la vittoria di tutta la squadra e li ringraziò uno ad uno.
Quando rimase solo telefonò al Professore, che aveva appena finito una lezione all’Università, per ringraziare anche lui.
Il Professore si complimentò e gli disse in tono amichevole che “la perfezione è un percorso non un punto d’arrivo”, e quindi avrebbe potuto fare ancor meglio nel futuro, grazie anche alla gratificazione di questo primo successo.
Gli parve inoltre doveroso chiamare Carlo Fabbri, il titolare di Faber Group per ringraziare lui, il fratello Giuseppe e tutto il loro personale per la perfetta assistenza logistica ed ospitalità nelle loro strutture alberghiere, che aveva favorito lo svolgimento dell’attività formativa.
Infine corse a casa per dare la notizia del suo successo professionale ad Alessandra, che lo aveva visto molto impegnato in quei mesi.
Lei stava preparando la cena e lui la investì con l’entusiasmo del suo racconto. Ad un certo punto si bloccò notando lo sguardo di Alessandra.
Ebbe un attimo di preoccupazione perché negli ultimi tempi Alessandra aveva avuto qualche lieve malore.
Lo sguardo di sua moglie non dimostrava nulla di preoccupante.
Era soltanto lo sguardo dolce e strano delle donne quanto diventano mamme e infatti gli disse, ciao papà.
Marco deglutì per l’emozione e l’abbracciò forte.
Poi, come era sua caratteristica, corse al telefono per comunicare la lieta notizia ai genitori e agli amici più intimi.


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La sintesi del piano
di formazione