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PRIMA PARTE
Una storia di impresa, meeting e alberghi
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Per concludere avrebbero affrontato i 5 punti della check
list per una buona riuscita degli eventi aggregativi.
Essi erano relativi alla fase di chiusura dei meeting e potevano
così essere descritti.
1. La costruzione del risultato fondamentale.
L’output fondamentale di ogni evento aggregativo è
appunto la costruzione di una relazione duratura ed efficace
con i partecipanti, in modo da rendere più produttivo
il “sistema aziendale” che ormai comprende oltre
ai collaboratori, anche i clienti, i fornitori, le istituzioni.
Occorre pertanto che nella parte finale dell’evento
siano concentrate alcune attività a forte richiamo,
quali una comunicazione con contenuti particolarmente interessanti,
la presenza di qualche personaggio noto, le consegne di premi
e riconoscimenti. L’importante è lasciare una
percezione molto positiva alla chiusura dell’evento.
2. La cura della partenza. Complementare
all’impressione che va lasciata con le attività
in sala è la capacità di assistere i partecipanti
nel momento in cui lasciano la sede del meeting, l’albergo,
la località. In questa ultima fase del contatto occorre
mettere a disposizione personale preparato e cortese per affrontare
i piccoli e grandi problemi delle partenze (gli orari, le
coincidenze, le informazioni sulla viabilità), oppure
fornire tute le informazioni utili per trascorrere nella località
un piacevole week-end.
3. Il ringraziamento ai collaboratori. L’evento
aggregativo è, come spesso ripetuto, una fattore di
crescita qualitativa delle relazioni. Risulta quindi importante
non trascurare il rapporto con i collaboratori e i responsabili,
che hanno partecipato alla programmazione ed alla realizzazione
dell’evento. Tale iniziativa che il manager deve assumere,
vale per il personale interno all’azienda, che così
sarà motivato e più incentivato a “fare
squadra”, ricevendo dei riconoscimenti per il lavoro
ben svolto. Ma vale anche per i collaboratori esterni, i fornitori,
con i quali si è lavorato, per creare valore con l’evento.
4. La stesura del consuntivo. Ovviamente
la realizzazione dell’evento aggregativo è un
fatto economico con i suoi costi. Dato il livello delle spese
e la frequente ripetizione di queste iniziative nella nuova
vita organizzativa delle imprese, è importante un’accurata
supervisione e valutazione dei costi sostenuti.
5. La redazione del report finale. Gli eventi
aggregativi saranno sempre più parte della vita organizzativa
dell’azienda. È quindi importante capitalizzarli,
redigendo un report informativo, nel quale viene descritto
l’evento e soprattutto sono indicate le attività
migliorative per le future iniziative. La storia, l’esperienza
maturata dall’azienda, è infatti un asset fondamentale
per il successo e quindi va opportunamente capitalizzata.
Fabio Sala concluse l’incontro e tutto il percorso di
coaching con l’amico. Prima di lasciarlo, gli consegnò
una copia del suo libro che sarebbe stato presentato la mattina
successiva e gli confermò che lui e la moglie sarebbero
poi intervenuti nel tardo pomeriggio all’inaugurazione
della mostra personale di pittura di Anna.
Il sabato mattina nella sala della grande libreria milanese
c’erano molte persone alla presentazione del libro di
Fabio Sala sul management innovativo.
L’autore presentò sinteticamente i quattro contenuti,
a suo giudizio fondamentali, nel management innovativo.
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La
chiusura degli
eventi aggrevativi
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