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PRIMA PARTE
Una storia di impresa, meeting e alberghi
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Sulla base dell’esperienza maturata negli anni della
professione, aveva predisposto una check list ragionata divisa
in 30 punti, che comprendeva tutte le fasi della progettazione,
dello svolgimento e della chiusura di un evento aziendale.
Data l’importanza, già sottolineata, della fase
di progettazione, 15 dei 30 punti erano dedicati ad essa,
10 alla fase di svolgimento e 5 a quella di chiusura.
Cominciarono ad esaminare i punti relativi alla progettazione.
Per facilitare l’apprendimento il senior partner della
Promocom li espose in sequenza e sistematicamente.
Gli aspetti importanti per la programmazione di un evento
aggregativo sono i seguenti, disse.
1. La dimensione temporale dell’evento.
Per definirla occorre tener presente alcune valutazioni. La
prima è la disponibilità temporale dei partecipanti,
in quanto essa deve essere compatibile con i loro impegni
professionali; quindi non deve essere percepita come eccessivo
impegno di tempo. La seconda valutazione è che uno
scopo fondamentale dell’evento aggregativo è
quello di fare squadra, di creare relazioni; pertanto una
troppo breve durata non sarebbe stata utile. Sulla base dell’esperienza
riteneva consigliabile la programmazione dell’evento
in due giorni, per facilitare un’adeguata socializzazione
ed anche una sufficiente esposizione dei contenuti comunicativi.
2. La definizione dell’obiettivo. Si
tratta di un passaggio fondamentale, per focalizzare la programmazione
delle varie attività. Un evento è sempre un
fatto di comunicazione tra l’impresa e i suoi interlocutori.
Va quindi decisa la finalità della comunicazione, per
poi allineare i contenuti. Alla fine dell’evento i partecipanti
devono avere sicuramente migliorato la loro comunicazione
con l’impresa sia sotto l’aspetto relazionale/emotivo
(ricordiamoci del punto precedente), che sotto l’aspetto
contenutistico/cognitivo. Ciò ha particolarmente valore
quando si devono presentare ad esempio nuovi prodotti o nuove
proposte commerciali.
3. L’individuazione dei partecipanti.
Gli eventi aggregativi non sono un incontro casuale e volontaristico.
Essi, per avere efficacia e produttività, sono un incontro
al meglio tra Organizzazioni, obiettivi, risorse, persone.
Nella progettazione dell’evento aggregativo è
quindi fondamentale la selezione dei partecipanti. Essa deve
mirare ad avere presenti tutte le persone veramente interessate
ed alle quali l’impresa vuole comunicare informazioni
importanti, sollecitando nel contempo la fidelizzazione e
la socializzazione. Infatti un’errata formazione della
lista dei partecipanti comporta un aggravarsi dei costi per
l’impresa.
4. La definizione dei contenuti delle comunicazioni.
In coerenza con l’obiettivo dell’evento aggregativo
e la selezione dei partecipanti, vanno quindi scelti i contenuti
di comunicazione che si vogliono veicolare. In questo caso
è importante non fare troppo “affollamento”
di informazioni. L’evento aggregativo non è una
riunione del Consiglio d’Amministrazione con 10 punti
all’ordine del giorno. Occorre viceversa focalizzare
l’attenzione dei partecipanti su pochi messaggi importanti,
selezionati in base alle strategie aziendali. La comunicazione
inoltre può essere supportata da uno specifico materiale
da distribuire.
5. Il collegamento con la strategia aziendale.
L’evento aggregativo è un’azione organizzativa
dell’impresa, che va quindi collegata alla realizzazione
della missione e delle strategie aziendali. Obiettivi e contenuti
devono quindi dare ai partecipanti la chiara sensazione che
si stanno affrontando temi direttamente collegati all’operatività
aziendale, quindi ai loro ruoli o interessi professionali.
L’evento aggregativo è un’altra modalità,
certamente più piacevole e meno stressante, della loro
attività aziendale. Con questa scelta nella progettazione
dell’evento si dà quindi un contributo alla percezione
dell’immagine e più in generale all’identità
dell’azienda. Tale operazione è anche più
importante nelle fasi iniziali dell’impresa, per darle
un imprinting comunicazionale adeguato.
6. La definizione delle giornate e del periodo.
È un aspetto significativo della programmazione, che
può favorire un’efficace partecipazione all’evento.
Di norma è meglio scegliere i giorni del giovedì
e del venerdì, quando le persone sono più disponibili
a lasciare il lavoro; e per consentire un eventuale prolungamento
nella località prescelta, specie se essa ha un certo
livello di interesse turistico, culturale, enogastronomico,
ecc. Anche il periodo è importante. Non deve corrispondere
a momenti in cui i partecipanti possono avere picchi di lavoro,
che rendono difficoltoso l’assentarsi. Sulla base dell’esperienza
si può dire che molte iniziative non hanno avuto successo
anche perché non era stato considerato questo fattore.
7. La scelta della località e della
sede. Nella programmazione dell’evento formativo è
ovviamente non secondaria la scelta della località
e della sede. Si può affermare che i criteri selettivi
sono un mix tra piacevolezza del luogo e funzionalità
operativa della sede. È infatti fuori discussione che
l’evento aggregativo ha delle componenti ludiche, in
quanto deve essere percepito come uno stacco rispetto al lavoro
di tutti i giorni; si associa allo spostamento, al viaggio,
ad una dimensione ambientale diversa e più rilassata.
La sede deve essere funzionale e specializzata e va scelta
con giusti criteri. Naturalmente la numerosità dei
partecipanti può far propendere per l’utilizzo
di un sito congressuale specializzato o per la realizzazione
dell’evento nella stessa struttura alberghiera.
8. La scelta della struttura ricettiva. Si
tratta di un passaggio importante nella progettazione dell’evento
aggregativo. Si è visto nell’esperienza concreta
che molti meeting, ben preparati dal punto di vista dei contenuti
comunicazionali, sono stati neutralizzati nell’effetto
positivo dal ricordo nei partecipanti di disguidi, difetti
e problemi legati alla struttura ricettiva. Camere inadeguate,
una cattiva ristorazione, un basso livello di servizio ricettivo,
possono decisamente compromettere l’esito di un meeting,
generando così dei costi inutili e anche un danno alla
percezione dell’immagine dell’azienda organizzatrice.
La scelta della struttura è ancora poi più importante
se l’evento si svolge presso l’albergo. In questo
caso occorre scegliere strutture ricettive in cui il management
non si senta tanto un fornitore, ma un partner impegnato direttamente
nel pieno successo dell’evento. È quindi importante
fare visite e avere contatti preventivi.
Paolo Navini seguiva come al solito attentamente l’esposizione,
ma quando si mise la sigaretta spenta in bocca, l’amico
consulente comprese che era finita la sua autonomia dal fumo.
Si spostarono quindi nell’area riservata per bere qualcosa
e fumare.
Tornarono presto nella sala riunioni, per concludere in orario,
e Fabio Sala riprese l’esposizione dei punti fondamentali
per la programmazione di un efficace evento aggregativo.
9. Il budget dei costi. L’evento aggregativo
è decisamente efficace, se ben progettato e realizzato.
Comporta naturalmente un certo livello di costo che va previsto
e tenuto sotto controllo. Il budget preventivo è inoltre
necessario per definire il volume generale di spesa, ma anche
per distribuire le risorse in modo equilibrato sulle diverse
voci di costo. In questo modo ci sarà un livello di
qualità costante nelle strutture, nelle sedi, nella
professionalità dei relatori, nel materiale di supporto,
ecc.
10. La comunicazione tempestiva dell’evento.
È questo un particolare che troppo spesso viene sottovalutato.
Molte volte la comunicazione di un evento ben organizzato
“arriva il giorno dopo”. In concreto ciò
significa che, proprio in quanto l’iniziativa si colloca
nella sequenza delle attività di lavoro dei partecipanti,
questi ultimi devono essere messi in condizione di organizzare
per tempo la loro assenza dal lavoro. Pertanto l’evento
va comunicato tempestivamente, e ciò non è un
dettaglio secondario. Naturalmente la comunicazione dell’evento
è anche l’occasione per presentare un’immagine
integrata che poi i partecipanti troveranno costantemente
nella sede, nell’allestimento, nei materiali prodotti
per l’occasione.
11. L’organizzazione della ristorazione
e dei coffee break. L’evento aggregativo ha, come affermato
precedentemente, anche una dimensione più rilassata
dei normali periodi di lavoro. Durante i lavori vanno previsti
intervalli e momenti di ristorazione adeguati. Coffee break
e colazioni di lavoro devono essere opportunamente organizzati
nei tempi e nei menù, per facilitare la partecipazione
e l’ascolto, che non devono essere compromessi da eccessi
alimentari o errate combinazioni di cibo. Una bella relazione
a persone addormentate perde tutto il suo valore.
12. L’organizzazione delle visite turistiche.
Nella moderna organizzazione del lavoro si possono intrecciare
anche dei momenti di carattere culturale/turistico. La loro
organizzazione può anche essere un motivo in più
per la partecipazione agli eventi aggregativi. Inoltre essi
contribuiscono a rendere più piacevole l’iniziativa
e a favorire la socializzazione. Se poi l’azienda li
organizza iniziative turistiche nel suo territorio di riferimento,
essa contribuisce a svolgere un’azione di promozione
della cultura e dell’economia della comunità
locale.
13. La costituzione del comitato organizzatore.
Da quanto esposto si può facilmente comprendere come
la progettazione e la realizzazione di un evento aggregativo
siano sufficientemente complesse e quanto sia invece importante
una buona riuscita per l’immagine aziendale. È
quindi preferibile organizzare un comitato ad hoc che comprenda
i manager interessati, quali i responsabili del marketing,
della comunicazione, degli acquisti, dell’amministrazione.
Il lavoro comune impedirà di avere conflitti interni
e soprattutto farà convergere l’impegno di tutti
alla migliore riuscita dell’iniziativa.
14. La realizzazione della matrice di impostazione
gestionale. Per realizzare efficacemente la progettazione
è bene prevedere l’utilizzo di una matrice di
impostazione gestionale. Essa consente di collocare su un
solo foglio tutte le informazioni necessarie alla progettazione
dell’evento aggregativo, quali gli obiettivi, le azioni,
le responsabilità, i tempi e i costi, e di vedere le
compatibilità. Inoltre la stessa matrice consentirà
di monitorare efficacemente lo stato di avanzamento dei lavori
preparatori dell’evento, al fine di intervenire tempestivamente
in caso di necessità.
15. L’utilizzo di consulenze specialistiche.
La buona riuscita dell’evento aggregativo è la
priorità assoluta che l’azienda deve perseguire.
Nel caso non vi fossero il tempo o l’esperienza adeguata
in azienda, diventa produttivo l’utilizzo di consulenze
specializzate per la realizzazione al meglio degli eventi
aggregativi. Gli organizzatori professionali di convegni possono
dare un significativo aiuto, anche se la loro azione deve
essere accompagnata dall’impegno dei dirigenti dell’azienda,
per sensibilizzarli a questa nuova pratica di relazione e
di integrazione tipica dell’impresa aperta.
Fabio Sala disse di aver concluso con questa ultima informazione
l’incontro. Insieme con l’amico, attesero le mogli,
che infatti poco dopo telefonarono, dicendo di aver posteggiato
sotto l’ufficio.
L’autostrada per Genova era molto trafficata e Paolo
Navini sottolineò che era stato opportuno partire per
tempo, anche se la nave salpava alle ventuno.
Durante il tragitto raccontò alcune barzellette, cosa
nella quale era certamente bravo, e così di buon umore
le due coppie si imbarcarono.
La cena a bordo fu squisita e la serata si concluse con una
chiacchierata sul ponte dove, comodamente seduti, Paolo Navini
e la moglie potevano finalmente fumare senza sentirsi ghettizzati
(sulla nave era proibito fumare quasi ovunque) e parlare naturalmente
della notizia del giorno, cioè il matrimonio della
figlia.
Mentre le mogli sottolineavano gli effetti estetici ed affettivi
dell’evento, come è ovvio nelle preferenze femminili,
i due amici si concentravano sugli aspetti organizzativi ed
economici, anche se molta parte dell’esposizione di
Paolo Navini circa i costi era accompagnata dal suo senso
della teatralizzazione, che sdrammatizzava il trauma delle
finanze di famiglia.
Del resto era molto legato alla figlia e naturalmente accettava
di buon grado questa incombenza. Il vero rimpianto era per
il fatto che la sua ormai non più piccola Michela se
ne andava negli Stati Uniti.
Ma anche in questo caso sdrammatizzava affermando che la vera
tragedia sarebbero stati i costi delle telefonate della moglie.
In effetti non sbagliava perché girandosi verso Anna
la vide trafficare con il telefonino. La nave aveva una rotta
abbastanza vicino alla costa e in alcuni tratti manteneva
le connessioni telefoniche e in altri no, per la disperazione
della moglie e per la sua fortuna economica.
A fronte delle lamentele di Anna lui rispose che a Natale
le avrebbe regalato un satellitare, e si avviò con
l’amico Fabio Sala al bar.
La visita di Barcellona era sempre interessante.
Attraversarono las Ramblas, la Plaça de Catalunya e
giunsero al bus stop da cui partiva il tour della città.
In quell’anno si celebrava Gaudì e quindi non
poteva mancare una visita alla Sagrada Famìlia e al
Parc Güell.
Conclusero la serata con una cena in un ristorante tipico,
dove c’era anche uno spettacolo con i ballerini di flamenco.
Venne mezzanotte, presero un taxi e tornarono alla nave per
l’imbarco.
Trascorsero tutta la domenica in navigazione ed ebbero la
fortuna di godersi una bellissima giornata di sole, che permise
loro di trovarsi in ufficio con una piacevole abbronzatura,
subito notata dalle segretarie.
Durante la settimana Paolo Navini fu molto impegnato dalle
attività operative di stabilimento.
L’ampliamento del suo ruolo, oltre quello di normale
Direttore della Produzione, era un riconoscimento delle sue
capacità professionali da parte del Presidente. Aveva
inoltre degli aspetti positivi perché gli consentiva
di ampliare le sue esperienze, ma certamente comportava un
sovraccarico di attività.
Per fortuna si era circondato di validi collaboratori, a cominciare
dall’attraente assistente di direzione, che gli gestiva
con efficacia le relazioni sia interne che esterne all’azienda.
Dato il ritmo del lavoro visse quasi come una liberazione
la partenza del venerdì per Milano e l’incontro
con il suo amico/consulente per proseguire nel suo coaching.
Fabio Sala gli disse che ormai erano alla loro penultima riunione
in quanto mancavano solo gli argomenti relativi alla fase
di svolgimento ed alla fase di chiusura degli eventi aggregativi.
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La
progettazione degli
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