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PRIMA PARTE
Una storia di impresa, meeting e alberghi
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Entrato nella sala riunioni, che usava per i loro incontri,
Fabio Sala gli diede una dispensa della Promocom intitolata
“L’evoluzione delle priorità dell’azienda”
e gli disse che avrebbero parlato di strategia aziendale innovativa.
Infatti la comunicazione d’impresa, nella quale collocare
gli eventi aggregativi, assume tutta la sua valenza strategica
se collocata nei nuovi contesti di relazione produttiva.
Paolo Navini aveva conoscenza delle nuove strategie della
Qualità, ma sapeva che l’amico consulente era
considerato uno dei maggiori innovatori nel settore e si predispose
ad ascoltarlo con interesse.
Del resto il suo imprinting di uomo di produzione, di “tuta
blu” come amava definirsi, doveva essere periodicamente
compensato da “lezioni” sulla Qualità e
sul servizio.
Erano questi anche i temi su cui insisteva spesso il Presidente
della Neover, la sua azienda.
Fabio Sala esordì dicendo che si potevano elencare
cinque progressive focalizzazioni dell’impresa, che
corrispondono ad altrettanti stadi di evoluzione nel rapporto
domanda/offerta.
La prima focalizzazione è sulla produzione e ciò
avviene quando il “potere” è sostanzialmente
in mano all’offerta. In questo caso è importante
razionalizzare i costi, in quanto poi il prodotto “va
da solo”.
La seconda focalizzazione è sulle vendite. Ciò
avviene quando il potere dell’offerta si riduce e pertanto
non basta concentrasi sulla produzione, ma occorre prestare
attenzione anche alla fase di vendita.
La terza focalizzazione è sul marketing. In questo
caso il potere si sta spostando prevalentemente dall’offerta
alla domanda, che va studiata, segmentata, conosciuta.
La quarta focalizzazione è sul cliente. Siamo nella
condizione in cui il “potere” è decisamente
nella mani della domanda e, di più, del cliente, come
soggetto individualizzato portatore di specifiche esigenze
ed aspettative.
Infine la fase più evoluta è quella in cui la
focalizzazione è sulle relazioni.
Il rapporto con il cliente diventa strategico per veicolare
il prodotto/servizio erogato. Anzi diviene fondamentale, nell’impresa,
o in qualsiasi organizzazione, la capacità di creare
buone relazioni con tutti i “pubblici” interessati.
Oltre ai clienti ci sono infatti i collaboratori dell’azienda,
gli azionisti, i fornitori, la comunità locale e le
istituzioni.
Insomma per creare valore l’azienda deve saper interagire
con tutti questi interlocutori, con l’intensità
necessaria per ognuno di essi.
Paolo Navini osservò che la progressione esposta da
Sala era vera e che trovava conferma nell’arco della
sua vita professionale. Lui ne era un buon testimone visto
che da giovane dirigente si doveva solo concentrare sull’efficienza
produttiva, mentre ora gli veniva richiesta dal Presidente
una capacità di relazione e di integrazione di attività
molto più ampie, rispetto alla mera produzione.
Soprattutto disse che gli era richiesta una capacità
scenica di parlare a tanti pubblici. Fabio Sala lo interruppe
ricordandogli la passione che aveva per il teatro amatoriale.
Ora doveva tornare sul “palco” aziendale e “recitare”
ai pubblici del business.
E questa doveva essere una pratica costante in quanto la comunicazione
è condizione fondamentale per l’efficace interazione
con i clienti, i collaboratori, i fornitori e per ottenere
la loro fidelizzazione.
Infatti il business si realizza andando oltre i confini tradizionali
dell’impresa, che è ormai un sistema aperto nel
quale sono appunto inclusi tutti i pubblici indicati, che
si attendono vantaggi dall’azione dell’impresa,
grazie alla soddisfazione delle loro aspettative.
La fidelizzazione nasce infatti dalla capacità di dare
un “servizio” di valore, che è oggi soprattutto
la capacità di corrispondere alle aspettative dei vari
pubblici interessati, a cominciare dai clienti.
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L'evoluzione
delle
priorità aziendali
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