PRIMA PARTE
Una storia di impresa, meeting e alberghi


Il Senior Partner della Promocom passò al secondo contenuto didattico dell’incontro, dicendo che per un’efficace comunicazione interpersonale era importante tener presente cinque “buoni consigli” per un comportamento produttivo.
Essi nascevano da una lunga esperienza professionale e potevano essere un valido punto di riferimento per la crescita della capacità comunicazionale.
Si erano infatti rivelati molto utili nella “formazione pratica” dei manager, che non avevano certo il tempo di affrontare grandi studi teorici sulla comunicazione.
I cinque consigli potevano così essere riassunti.

1. Imparare ad ascoltare. Paradossalmente il primo consiglio per una buona comunicazione è quello di “stare zitti” ed ascoltare. L’ascolto infatti consente di avere “gratuitamente” una serie di informazioni da parte dell’interlocutore e quindi di mirare le proprie affermazioni sulle sue esigenze ed aspettative. Ciò lo renderà più soddisfatto e predisposto in quanto, anche sul piano emotivo, una posizione di ascolto predispone favorevolmente.

2. Esprimersi in modo chiaro e sintetico. Oggi circolano molti stimoli comunicativi. Per suscitare attenzione non bisogna certo fare lunghi e noiosi monologhi. È meglio preferire lo scambio di frasi brevi che sollecitano il feedback. Va tenuto presente che la chiarezza mantiene l’attenzione e quindi è bene usare solo termini comprensibili per l’interlocutore.

3. Essere affidabili. Il valore di una buona comunicazione dipende molto dall’affidabilità di chi l’effettua. Nella cultura popolare si valutava la predica in relazione al pulpito da cui veniva. Per la comunicazione manageriale occorre tener presente che in effetti la comunicazione è essenzialmente realizzata con il comportamento, che deve essere in linea con le affermazioni. Il capo deve dare il “buon esempio” e dimostrare la massima affidabilità, soprattutto attraverso il mantenimento degli impegni presi.

4. Creare sintonia tra i canali comunicativi. Come si diceva precedentemente è molto percepita la comunicazione non verbale. In questo caso sono importanti, ad esempio, l’espressione del volto ed anche una sintonia tra le parole e i sentimenti percepiti dall’interlocutore. Comunicazione non verbale e stati emotivi sono più efficaci delle parole.

5. Creare la rete dei rapporti. Oggi nelle relazioni d’impresa sono sempre più importanti le caratteristiche di durata del rapporto con il cliente, il collaboratore, i colleghi, i fornitori, la comunità locale, ecc. La specifica comunicazione è di fatto un evento in un contesto relazionale, che va curato. Un ingrediente fondamentale di questa cura è il rispetto delle persone, considerate comunque un valore e portatrici di una loro integrità.

A questo punto Fabio Sala disse che il primo step del percorso di apprendimento era finito e che si sarebbero incontrati il venerdì successivo.
Si portarono nella zona del caffè, dove Paolo Navini poteva sfogare la sua continua voglia di fumare, che nonostante vari tentativi non era mai riuscito a togliersi.
Dopo essersi salutati tornò a casa. Entrato nell’appartamento ebbe l’occasione di sperimentare quanto aveva imparato durante l’incontro del pomeriggio. Il silenzio della moglie Anna era una perfetta modalità comunicazionale che gli ricordò, dopo un attimo di riflessione, di non aver telefonato in giornata più volte, come era da lei sempre richiesto.
Il costo di telefono e telefonini in casa Navini era decisamente sopra la media, data l’abitudine della moglie, e anche delle figlie, di telefonare continuamente ai congiunti ed agli amici.
C’era per fortuna un modo di rimediare al cattivo umore della moglie, sollecitando la sua passione per il ballo.
Anche se era un po’ stanco propose quindi ad Anna di uscire a ballare con degli amici.
Lei accettò di buon grado e Paolo Navini pensò che anche a lui avrebbe fatto bene, per distrarsi e fare un po’ di moto. La sua seconda battaglia privata, oltre al fumo, era quella della dieta. Infatti, come capita spesso ai cinquantenni, aveva accumulato dei chili di troppo, che erano il risultato di piacevoli “mangiate” e di qualche limoncello in più.
Il lunedì mattina successivo partì molto riposato per Verona, contento di impegnarsi nella sua nuova ed entusiasmante impresa manageriale e di stare un po’ con sé, almeno nelle ore serali. Era poi vero che la mancanza della famiglia vicino gli permetteva, senza complessi di colpa, di rimanere più a lungo in ufficio.
Il Presidente, durante l’incontro del pomeriggio, gli chiese come si era avviato il coaching con la Promocom e lui rispose positivamente.
Il venerdì subito dopo una veloce colazione di lavoro in azienda, ripartì per Milano dove parcheggiò vicino alla sede della Promocom.
Fabio Sala lo attendeva con la disponibilità e la buona accoglienza che gli erano tipiche.
Prima di iniziare il loro incontro gli offrì il caffè e la possibilità di farsi un’altra sigaretta nella “zona fumatori” dell’ufficio.


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I cinque consigli per la
comunicazione efficace