SECONDA PARTE
Una storia di formazione aziendale e alberghi


Per ora il Professore voleva concludere l’esposizione del modello formativo presentando la quarta fase, che era riferita alla verifica migliorativa dei corsi di formazione.
Essa si può articolare efficacemente a tre livelli.
Un primo livello è d’interesse del docente e si deve attivare in itinere, durante il corso per introdurre subito miglioramenti.
Una verifica è nella discussione collettiva, nei chiarimenti e nelle valutazioni proposte dai corsisti. Essi possono dare informazioni utili sull’attenzione e sulle priorità tematiche percepite dai partecipanti.
Un passaggio più strutturato è dato dai lavori in gruppo, che consentono un maggiore approfondimento tra i partecipanti e una formalizzazione del feedback da fornire al docente.
Infine, quando è possibile, le esercitazioni dei singoli corsisti permettono di formulare risposte personalizzate di chiarimento e di approfondimento per i partecipanti.
Un terzo livello di verifica è quello più formale della valutazione a fine corso. Tale verifica ovviamente non sarà utile per il corso svolto, ma lo potrà essere per i successivi, visto che l’intervento formativo in Intercom prevedeva venti edizioni del corso.
In generale la verifica può riguardare il livello di interesse del tema e la capacità espositiva del docente.
Infine il quarto livello è la verifica a distanza.
Lo scopo della formazione, ribadì il Professore, è quello di trasmettere conoscenze utili a modificare positivamente il comportamento operativo.
Nelle Organizzazioni conoscere non serve solo per sapere di più, ma per essere migliori.
Sarebbe quindi stato utile prevedere, dopo un certo periodo dall’effettuazione del corso, dei follow-up in grado di richiamare le conoscenze e di verificare l’applicazione al comportamento. D’altra parte la stessa osservazione quotidiana dei collaboratori in Intercom, avrebbe dato utili informazioni.
Il Professore disse che per quell’incontro aveva finito. Erano passate due ore e doveva recarsi all’Università per la lezione.
Mentre riponeva la dispensa e gli appunti che aveva preso durante la lezione, Marco Santini non poté fare a meno di notare, tra l’ammirato e il divertito, come il Professore riusciva a far collimare l’esposizione esauriente dei contenuti con il tempo previsto.
Il Direttore della Formazione di Intercom passò il resto della giornata in riunioni di Direzione e nel disbrigo della posta.
Da quando era arrivato il nuovo Amministratore Delegato, aveva l’abitudine di fare tre volte alla settimana la riunione dei Direttori, mentre prima venivano riuniti si e no due volte al mese. Ma quello che Marco Santini più apprezzava era la velocità e l’efficacia delle riunioni. Si aveva la percezione non di chiacchierare, ma di discutere e di decidere con il miglior contributo di tutti. Si stava insomma applicando il principio della Qualità Totale fondato sulla valorizzazione dell’intelligenza collettiva per far funzionare al meglio le Organizzazioni.
Alle 19 Marco Santini lasciò l’ufficio a bordo del suo scooter e si diresse a casa, dove l’attendeva Alessandra, per uscire insieme.
La moglie di Marco Santini svolgeva il lavoro di redattrice in una casa editrice che pubblicava libri d’arte e questo le dava la possibilità di conoscere artisti e critici. Le capitava pertanto frequentemente di ricevere inviti per inaugurazioni di mostre, delle quali avevano redatto i volumi di presentazione delle opere esposte.
Quella sera lei e Marco erano stati invitati all’inaugurazione della mostra personale di un famoso pittore.
L’esposizione dei quadri era stata realizzata in una bella sede di Corso Garibaldi, una vecchia casa di ringhiera tipica di quella zona di Milano.
Marco Santini l’accompagnava spesso in queste occasioni e Alessandra ne approfittava per sensibilizzarlo all’arte visiva, di cui lei era appassionata. Dopo una certa resistenza lui cominciò ad interessarsi, anche per allargare la sua prospettiva culturale al di là dei temi professionali e, diciamolo, dell’approfondita conoscenza del calcio.
D’altra parte, nella maggioranza dei casi, gradiva anche le deliziose tartine che accompagnavano i cocktails.
Infatti, mentre stava conversando con il pittore, Alessandra lanciò un’occhiata ammonitoria a Marco, che si era allontanato troppo dai quadri e avvicinato troppo al tavolo degli spuntini.
All’avvio della settimana successiva il giovane Direttore della Formazione di Intercom si incontrò con Franco Sacconi per quella che doveva essere l’ultima riunione.
Il Professore salutò cordialmente la segretaria che gli portava il caffè e si intrattenne con lei per un po’, mentre attendeva che Marco Santini finisse la telefonata in corso.
Laura, la segretaria, conosceva Franco Sacconi per gli incontri svolti in Intercom, ma soprattutto attraverso i commenti positivi che il Direttore faceva nei suoi confronti. Fu quindi ben contenta di intrattenersi con il Professore, considerando decisamente positiva questa persona, che sapeva integrare la sua professionalità con la cortesia e l’attenzione verso gli altri.
Seduto al consueto tavolo di lavoro Franco Sacconi disse che nell’incontro avrebbero parlato dell’ambiente fisico in cui si poteva svolgere efficacemente la formazione.


<< indice La scelta della sede formativa >>
 
powered by Hi-Net
 

La verifica
migliorativa