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SECONDA PARTE
Una storia di formazione aziendale e alberghi
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Con una certa soggezione, ma anche con molta fiducia, Marco
Santini spiegò al Professore le strategie dell’azienda,
sostanzialmente centrate sull’esigenza di creare una
comunità organizzativa con una cultura ed una prassi
della Qualità e dell’Eccellenza dei prodotti
e dei servizi erogati.
Il Professore conosceva l’Amministratore Delegato, che
aveva chiamato come testimone in alcuni corsi sull’innovazione
nelle organizzazioni. Inoltre era stato suo consulente per
le strategie nella precedente azienda da lui gestita.
Queste informazioni fecero naturalmente piacere a Marco Santini,
in quanto era evidente che la sua scelta del consulente avrebbe
trovato il consenso del top management. Del resto prese atto
della fiducia e della correttezza dell’Amministratore
Delegato che lo aveva lasciato libero nelle sue decisioni.
Il Professore fece una serie di domande a Marco circa la situazione
aziendale e poi chiese la relazione tenuta nel famoso incontro
di giugno tra l’Amministratore Delegato e i dirigenti.
Come sempre Marco Santini apprezzò la serietà
dell’approccio consulenziale di Franco Sacconi, che
si fondava su una raccolta dati in grado di fornire basi adeguate
alla proposta di collaborazione.
Decisero di comune accordo di incontrarsi la settimana successiva
per discutere la nota che il Professore avrebbe preparato.
Nei giorni successivi Marco si impegnò a studiare la
documentazione che raccoglieva le attività di formazione
svolte negli ultimi cinque anni in Intercom. I materiali erano
stati ben predisposti e la rendicontazione era ben ordinata,
ma solo “amministrativa” nel senso che erano presentati
bene i risultati di una formazione tradizionale, non certo
rispondente alle linee strategiche ed alle aspettative del
nuovo Amministratore Delegato.
La formazione svolta riguardava molto l’addestramento,
l’assunzione di conoscenze tecniche inerenti i vari
ruoli operativi presenti in azienda. Il focus insomma era
sulla tecnicalità, con una logica dove la competenza
nel ruolo era sostanzialmente riferita alla conoscenza tecnica.
In pratica non venivano prese in considerazione e formate
altre componenti della competenza.
Era pertanto del tutto evidente il disallineamento di quell’esperienza
passata con la nuova visione fondata sulla cultura della qualità
e dell’eccellenza presentata dall’Amministratore
Delegato.
Da vero dirigente imprenditivo Marco Santini si stava appassionando
al progetto e dava sempre più ragione al suo Capo,
circa la valutazione che la non frequentazione delle vecchie
prassi formative poteva essere un vantaggio, più che
un problema.
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