PRIMA PARTE
Una storia di impresa, meeting e alberghi


Alcuni giorni dopo, accompagnato dall’assistente che aveva preso gli appuntamenti, visitò la sede individuata presso la Fiera di Verona e si diresse poi all’Hotel Ramada Fiera che si trovava proprio davanti all’ingresso.
L’Hotel era nuovissimo e molto accogliente. Paolo Navini si rese conto che esso combinava il know how della catena internazionale con la gestione calorosa e attenta ai rapporti umani tipica della tradizione alberghiera italiana.
Quando chiese di parlare con il Direttore, il portiere rispose che avrebbe avuto il piacere di farlo incontrare con uno dei titolari del gruppo Fabbri Hotels, che gestiva la struttura.
Con estrema cortesia e professionalità Biagio Fabbri li incontrò e li accompagnò nella visita della struttura dell’albergo e delle camere.
L’ambiente era modernissimo e funzionale, particolarmente adatto ad una clientela d’affari internazionale.
In tutti i momenti di contatto con il personale sia Paolo Navini che la sua assistente ricevettero un’ottima impressione.
Grazie alla collaborazione di Biagio Fabbri, furono concordati tutti gli aspetti dell’evento e dell’ospitalità, seguendo le indicazioni della check list che Paolo Navini aveva imparato nelle riunioni in Promocom.
Mentre si lasciavano egli disse che sperava di trovare la stessa professionalità nei fornitori di servizi alberghieri per l’altro meeting che avrebbe dovuto organizzare in Emilia Romagna per i venditori della Neover.
Biagio Fabbri gli chiese se intendesse usare strutture della Riviera o preferisse ubicare l’iniziativa in una zona più centrale del territorio regionale.
Paolo Nasini rispose che avrebbe preferito la seconda opzione. Allora Biagio Fabbri gli propose l’Hotel Reggio a Reggio Emilia.
Era l’ultimo “nato” del gruppo Fabbri Hotels e si trova in una posizione strategica, vicino al casello autostradale, facile da raggiungere da tutte le parti dell’Emilia Romagna, ed era stato concepito con servizi specializzati per la clientela business e i meeting.
Biagio Fabbri li invitò per la settimana successiva a visitare la struttura aperta da circa un mese.
Dopo essere rientrato da un altro “week-end di fuoco” in casa per la definizione degli ultimi preparativi del matrimonio della figlia, Paolo Navini chiese all’assistente di confermare la visita a Reggio Emilia per il mercoledì seguente.
Con l’inseparabile assistente e il responsabile amministrativo, arrivò verso le 11 all’Hotel Reggio.
Ebbe l’occasione di incontrare i tre fratelli del Gruppo Fabbri, che si erano riuniti con il personale presso l’Hotel per curare lo start up della struttura.
Carlo, Biagio e Giuseppe diedero a Paolo Navini la conferma della percezione di cortesia e professionalità, che già aveva avuto nel primo incontro di Verona.
Più che fornitori, gli sembravano dei partners interessati a dare il meglio del proprio contributo per il successo dell’iniziativa del cliente, ben consapevoli che questa era la migliore politica commerciale, perché la fidelizzava.
Inoltre grazie alla logica di gruppo alberghiero, Paolo Navini ottenne buone condizioni contrattuali, che il comitato organizzativo approvò.
Rientrato a Verona, partì il giovedì mattina per casa. Si era infatti preso alcuni giorni di ferie da dedicare totalmente alla famiglia per aiutarla negli ultimi preparativi matrimoniali.
Il mese dopo la sua cara figlia Michela si sposò.
Paolo Navini da efficace manager aveva organizzato molto bene “l’evento matrimonio” e ricevette i complimenti di amici e parenti per la bellissima cerimonia e il piacevole ricevimento.
L’unica cosa che non aveva previsto era la grande commozione che provò quando sua figlia pronunciò il fatidico si e divenne sposa.
Fece tesoro dell’esperienza e promise a se stesso, che si sarebbe controllato nel momento in cui l’avrebbe salutata all’aeroporto, quando sarebbe partita per New York. Fu una promessa che non riuscì a mantenere del tutto.


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