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PRIMA PARTE
Una storia di impresa, meeting e alberghi
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Gli indicò nella dispensa consegnata uno schema chiamato
"Modello concettuale della qualità del servizio”
e glielo illustrò.
Innanzitutto lo schema metteva in evidenza che la qualità
valutata dal cliente era inversamente proporzionale allo scostamento
esistente tra il servizio atteso (le aspettative) e il servizio
erogato (le percezioni).
Gli spiegò che le aspettative sono determinate dalle
esigenze personali e operative del cliente, dall’esperienza
passata, dal passaparola tra i vari clienti e dalla comunicazione
d’impresa. Specie su quest’ultima variabile, forse
l’unica di diretto controllo dell’azienda, occorreva
lavorare bene, soprattutto comunicando solo quelle iniziative
che potevano essere soddisfatte.
La massima soddisfazione del cliente si ha infatti quando
la percezione della qualità del servizio ricevuto corrisponde,
o addirittura supera, le sue aspettative.
Aveva quindi ragione il giovane e dinamico Presidente della
Neover nel proporre la cultura e la pratica della Qualità.
E il fatto che desse molta importanza alla relazione poteva
essere utile a ridurre un secondo scostamento presente nelle
aziende: quello tra le aspettative dei clienti e la conoscenza
che delle stesse hanno i dirigenti, ed anche gli operatori.
Ecco perché, sottolineò Fabio Sala, era anche
importante creare momenti di relazione e di contatto, come
più avanti avrebbero visto.
Un altro scostamento da ridurre con una corretta pratica manageriale
era tra le conoscenze acquisite sulle aspettative del cliente
e la progettazione dell’attività aziendale. È
infatti del tutto inutile sapere cosa vuole il cliente, se
poi questa conoscenza non “guida” i processi dell’impresa.
Inoltre, siccome il cliente non utilizza il progetto del prodotto/servizio,
ma la sua realizzazione, è altrettanto significativo
per la qualità percepita ridurre lo scostamento tra
la progettazione e la produzione, da cui nasce il vero output
per il cliente.
Infine, concluse il senior partner della Promocom, era importante
ridurre lo scostamento tra la capacità produttiva/erogativa
e la comunicazione d’impresa, per non creare aspettative
impossibili da soddisfare.
L’Azienda guidata dal cliente, e dai vari pubblici diversamente
significativi, è quindi l’azienda del futuro
e tutto questo, come diceva giustamente il Presidente di Neover,
assegna molta importanza alla comunicazione d’impresa
ed agli eventi aggregativi.
Di questo, concluse Fabio Sala, ne avrebbero parlato nel prossimo
incontro.
Paolo Navini ringraziò l’amico consulente delle
informazioni che gli aveva dato, raccolse la dispensa su cui
aveva preso molti appunti e uscì dagli uffici di Promocom.
Trovò questa volta Anna di buon umore e molto ben disposta.
Questo comportamento era forse dovuto al fatto che, utilizzando
gli intervalli e i tempi di spostamento, aveva mantenuto la
richiesta delle numerose telefonate giornaliere. Pensò
che il gestore telefonico doveva considerare la sua famiglia
un bel cliente.
Disse alla moglie di aver incontrato il figlio di Sala e le
propose di invitarli a cena, anzi meglio di uscire a cena
insieme durante il week-end successivo. Anna era una buona
pittrice, ma le sue prestazioni di cuoca erano certamente
inferiori.
Durante la settimana successiva la sua attività di
Direttore della Produzione della Neover lo assorbì
totalmente, per seguire lo start-up aziendale. Inoltre aveva
assunto un’assistente di direzione veramente carina
e molto efficiente, con la quale si intratteneva a lungo la
sera per organizzare l’attività di direzione.
Nell’incontro del venerdì successivo alla Promocom
Paolo Navini disse all’amico/consulente che Anna e lui
avrebbero avuto piacere di cenare insieme, visto che da molto
tempo non si incontravano.
Fabio Sala telefonò alla moglie Francesca per chiederle
se anche a lei andava bene. Ne ricevette una risposta positiva
e così concordò di trovarsi in un famoso ristorante
multietnico alle venti del giorno successivo.
Si riaccomodarono nella sala riunioni e il senior partner
della Promocom iniziò a parlare della comunicazione
d’impresa; da considerare la fondamentale modalità
di relazione per le aziende, ormai considerate un sistema
aperto a clienti, collaboratori, fornitori e comunità.
Per supportare l’esposizione aveva preparato una dispensa
con una serie di schemi, che nel frattempo presentava su un
videoproiettore, per focalizzare l’attenzione dell’interlocutore.
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Il
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